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Storico attività

PerformDance – Compagnie

STUPORE EROPTICO


 

STUPORE EROPTICO

MASSIMO CANEVACCI FRANCESCA FINI MARTUX_m

 

 

 

LO STUPORE É L´ATTIMO PRIMA

  • Lo stupore si accosta con passi emotivi allo sconosciuto; si abbandona alla meraviglia di un portento estraneo che sorprende i sensi e li apre alla porosità dell’ignoto
  • Lo stupore è una sorta di paralisi emotiva in attesa per qualcosa di sconosciuto che, proprio per questo, si è sempre desiderato.
  • Lo stupore é l’attimo di incertezza in cui non si sa cosa potrà accadere: quando il viso dilata e ogni suo organo sensoriale sta per accogliere quello che ancora non è arrivato.
  • Lo stupore anticipa il desiderio possibile: il corpo si predispone aperto per farsi attraversare da quello che ancora non è.          

Lo stupore è la posizione corporea nell´attimo prima

  • Eroptica mescola ottica ed erotica come metodo sensoriale per osservare e osservarsi
  • Eroptica : collirio umido che apre gli occhi e si diffonde nell’intero corpo-panorama
  • Eroptica : è il pulsare disparo che attraversa il body-corpse.

Eroptica è corpo pieno-di-occhi

 

 

 

Composizione

  Performance etnografica – metodo-in-montaggio – design eXpanso – comunicazione aumentata – ubiquità – eteronomia – autorappresentazione – metafeticismo

 

La conferenza-performance inizia secondo il paradigma classico con un movimento musicale oscuro e appena udibile. Massimo Canevacci introduce i temi su cui fa

ricerca (feticismi visuali, D.A.R. aura digitale riproducibile , carpe codex, etnografia ubiqua, metropoli/aldeia, body-corpse). Progressivamente si inseriscono elementi performatici e musicali. Il linguaggio si spezza, le parole si ripetono e si rivoltano, le frasi si inceppano. Entra in scena Francesca Fini, seduta vicino al conferenziere insieme a Martux, e inserisce la sua performance, all’inizio insieme a Canevacci poi da sola, in un crescendo che trasforma la conferenza (la sincretizza) in un evento mix-mediale trans-sensoriale. Emerge la musica di Martux che svolge la sua accesa espressione, avvolge persone, concetti, immagini, fino a defluire verso un oscuro piacere.

 

Si sperimenta un modo altro per fare convegni, nel senso che i livelli (scientifico, visuale, musicale, artistico e performatico) creano altre sensibilità intellettive o logiche plurisensoriali.

ricordi, implosioni, fughe, lotte, abbracci … “Fragile” venerdì 9 e sabato 10 settembre 2011 – sipario ore 21:30

Compagnia Frakkasso

“Fragile”

Creato ed interpretato da:

Francesca Caso e Barbara Baldaccini

Da un’idea di Francesca Caso

  

 

 

Frakkasso concentra il suo interesse sulle relazioni tra la teatralità del movimento, intesa come ricerca di un personale ed originale linguaggio corporeo, e i suoni/rumori, gli oggetti quotidiani.

Materiali da lavoro diventano i compagni dei corpi in scena e stimoli per costruire situazioni surreali e oniriche.

Ed è proprio dal ‘giocare’ tra corpi e materiali da imballaggio, griglie, nylon,cartone che nasce FRAGILE…

Francesca Caso e Barbara Baldaccini costruiscono una storia senza storia all’interno di una gabbia, nella quale volontariamente hanno deciso di rinchiudersi: in gabbia per scelta. Ne deriva uno spettacolo di teatro gestuale fatto di contrasti, ricordi, implosioni, fughe, lotte, abbracci… che riconduce alla fragilità dell’essere femminile, dibattuto tra il dentro e il fuori, il selvaggio ingabbiato, e il delicato essere che appare, alla continua ricerca di protezione. O forse riconduce semplicemente al concetto di essere libero e alla paura di esserlo. Follia?

Ecco perché FRAGILE può essere considerato come una lotta tra ordine e disordine, duro e tenero, libertà e prigionia di due donne immerse fino al collo dalle cose.

 

 

“La gabbia è quella del supermercato che viene riempita di cartoni. Guardandola mi ha fatto sempre pensare ad una piccola ‘gogna’: un essere in gabbia da deridere o tenero come un uccellino. Piume e ferro”.
“la tocco ed è fredda, tagliente, la stringo con le mani, ci metto un piede sopra …tocco il suo metallo”.

 

Non te ne vai, vero?

Ma dove vuoi che vada?

Resto qui.

Resto qui.

 http://www.frakkasso.com/frakkasso/project/fragile/

e-mail: frakkasso@gmail.com

 

 

PerformDance ospita uno dei più grandi nomi del Teatro/Danza Internazionale.Grande attesa è riservata all’arrivo in Salento del geniale coreografo Joseph Nadj, direttore del Centre Chorégraphique National d’Orléans

PerformDance ospita uno dei più grandi nomi del Teatro/Danza Internazionale. Nel Salento, grande attesa è riservata all’arrivo del geniale coreografo Joseph Nadj, direttore del Centre Chorégraphique National d’Orléans. La sua partecipazione è per i promotori e per la stessa Rassegna, ancora alla sua 1.a Edizione, un un’esperienza di assoluto prestigio; la punta dell’iceberg di una lavoro di promozione e diffusione della cultura coreutica contemporanea internazionale che si sta attuando nel Salento.

 

 Nadj a Change!Casa delle Culture Contemporanee presenterà lo spettacolo Les Corbeaux e tornerà ancora nel Salento martedì 11 e mercoledì 12 ottobre  2011  con     il Woyzeck ou l’ébauche du vertige, spettacolo che debutterà in 1.a Assoluta  a Change per arrivare subito dopo alla Biennale Danza di Venezia.

In tutti i suoi lavori c’ è un tavolo: perchè? Perchè in ogni casa c’ è un tavolo e un uomo che vi lavora. Per me la casa è molto importante, mio padre era carpentiere ed ha costruito molte case. Fuori della casa c’ è il mondo. J.Nadj

 

 

 

Coreografia e danza Josef Nadj (Francia, Serbia)

 

Musica Akosh Szelevényi

 

Luci Rémi Nicolas

 

Set e accessori Clément Dirat, J ulien Fleureau e Alexandre De Monte

 

Direttore tecnico e luci Christian Scheltens

 

Direttore del suono Jean-Philippe Dupont

 

Direttore di scena Alexandre De Monte

 

 

Prodotto dal Centre Chorégraphique National d’Orléans con la coproduzione del Théâtre Forum Meyrin (Svizzera) e il sostegno della Scène Nationale d’Orléans

 

Il Centre Chorégraphique National d’Orléans è supportato dal Ministère de la Culture et de la Communication – DGCA – DRAC Centre, la Ville d’Orléans, la Région Centre, le Département du Loiret e sostenuto dal French Institute per le tournée internazionali.

 

Il CCNO-Centre Chorégraphique National d’Orléans, diretto da Josef Nadj è membro dell’ Association des Centres Chorégraphiques Nationaux (ACCN).

 

 La performance Les Corbeaux a cui i due ungheresi Josef Nadj e Akosh Szelevényi(sassofonista e polistrumentista) partecipano a pari titolo, nasce prima di tutto da una ricerca minuziosa sulla relazione, né mimetica o didascalica ma congiuntiva e forse addirittura parimente generativa, tra suono e presenza scenica.

In Les Corbeaux, Josef Nadj e il sassofonista Akosh Szelevényi studiano il movimento dei corvi, seguendoli in particolare durante la loro discesa verso il suolo. Nadj, guidato dalla musica e dal ricordo, sviluppa un movimento che coinvolge progressivamente mani, viso, braccia e poi il corpo intero, permettendo al coreografo di trasformare il movimento dei corvi in un particolarissimo gesto pittorico.

I due artisti tornano a parlare della loro regione d’origine: come si deduce dal titolo, questo spettacolo è nutrito dall’osservazione paziente, minuziosa dei corvi (les corbeaux) ed, in particolare, dell’istante fugace nel quale si poggiano prima di spiccare il volo. Al dialogo tra danza/musica si aggiunge un terzo componente che “reagisce liberamente”, fa parlare la sua voce silenziosa: una pittura nera, brillante, fluida, che nel gesto musicale e coreografico, lascia tracce, impronte, del passaggio degli uccelli.

 Originario della Kanjiza, piccola cittadina serba situata vicino alla frontiera ungherese, Josef Nadj s’interessa fin da bambino alle arti plastiche e alla pratica delle arti marziali. Dal 1977, a Budapest, incomincia a studiare arte del movimento e nel 1980, a Parigi, frequenta i corsi della scuola di mimo Etienne Decroux e Marcel Marceau; prende anche lezioni di danza classica e contemporanea. Attivo tra la Francia e l’Ungheria, nel 1986 fonda la sua compagnia, le Théâtre Jel, e nel 1987 la sua prima creazione, Canard Pékinois; poi, dal 1995 dirige il CCN d’Orléans. Nadj ha creato un universo fantastico in cui l’immaginario si impregna della cultura dell’Europa centrale e del suo villaggio natale, elaborando una gestualità estremamente fisica, non di rado acrobatica, al servizio di narrazioni estremamente poetiche, emblematiche della parte più misteriosa, burlesca ed enigmatica della memoria e delle identità europee.

Akosh Szelevényi, compositore, sassofonista e poli strumentista ungherese, si trasferisce negli anni ‘80 a Parigi e viene a contatto con artisti quali Archie Shepp, Steve Lacy, Dewey Redman che lo influenzano profondamente. Ha composto e realizzato numerosi album con la Universal tra cui Imafa, Kebelen,Nap mint nap, Aki e collaborato alla produzione di molti spettacoli. Les Corbeaux è la sesta collaborazione con Josef Nadj, con cui ha iniziato a lavorare nel 2003.

 

 

“Vulcano” di Francesco Pontorno e Virginia Franchi – 27 e 28 agosto ore 21,30. Ancora una Prima Assoluta per Change!Casa delle Culture Contemporanee

 

 

 

 

VULCANO

di Francesco Pontorno e Virginia Franchi
riscrittura dei Costruttori di vulcani di Carlo Bordini

PRIMA ASSOLUTA

27/28 Agosto 2011 ore 21,30

 

 

Manifattura ex Monopoli

S.S. 275 di S.Maria di Leuca

73032 Alessano (Lecce)

www.adcartdiffusion.com

info@adcartdiffusion.com

 

 

con Michele Balducci, Emanuel Caserio, Claudia Vismara

regia e ideazione scenica Virginia Franchi

light design Giuseppe Falcone

progetto grafico Lostudiodorme

una produzione Officine di Cotone

www.officinedicotone.com

 

Una battaglia verbale tra una donna, Carla, e due giovani uomini, Luca – non due identità, ma una scissa – che esprimono una natura distorta, specchiata, ripiegata su se stessa, limitata nelle possibilità relazionali. Una natura che esclude l’altro.

Vulcano, un adattamento teatrale delle poesie di Carlo Bordini, maggiore esponente della poesia narrativa in Italia, è il quarto spettacolo prodotto e allestito da Officine di Cotone, un’associazione culturale che nasce dall’esigenza di dar vita ad un progetto che possa coinvolgere giovani emergenti provenienti da differenti aree artistiche che operano nell’ambito della ricerca e della produzione teatrale.

 

 

 

 

 

 

UFFICIO STAMPA

Officine di Cotone

Via Stefano Cansacchi 51

00121 Roma

info@officinedicotone.com

Gabriella Lambusta

380.3139816

gabriellalambusta@hotmail.it

 

Venerdì 19 e sabato 20 agosto 2011 (sipario ore 21:30) con Katsura KAN (GIAPPONE)

 

 

 

L’ideogramma giapponese della parola “butoh” è composto da due elementi:

bu = danza – toh = passo, piede

Schoccante, provocatorio, fisico, spirituale, erotico, grottesco, violento, cosmico, nihilista, catartico, misterioso …

Katsura Kan si muove in un’ intensa alternanza tra due grandi facce del mondo.

 

 

 

“Time Machine” in 1° Europea

Choreographed and Performed by: Katsura KAN

Durata: 30 Minutes

e

“Voyage” in 1° Europea

Choreographed By: Katsura KAN

Performed By: Katsura KAN e Maya YOGEL

durata : 30 Minutes

Manifattura ex Monopoli→ Alessano (Lecce)

S.S. 275 Santa Maria di Leuca (da Lecce, secondo incrocio (Lucugnano/Tricase/Alessano)

Ticket € 10

Quarto appuntamento con la rassegna internazionale PerformDance e con il progetto di formazione e promozione Change Dance Factory

 

Dal Giappone ancora all’insegna delle più importanti ricerche coreutiche autoriali sbarca ad Alessano venerdì 19 e sabato 20 agosto, il coreografo e danzatore giapponese Katsura Kan, uno fra i più importanti maestri di danza Butoh, celebrato dal pubblico e dai danzatori di tutto il mondo (30 anni di esperienza dello spettacolo, didattica e coreografie in tutto il mondo), che propone qui “Time Machine” e “Voyage”.

 

Time Machine mette a confronto la ricerca minimalista e spirituale della danza Butô e la scrittura pulita, di una densità assoluta, di Samuel Beckett. La natura umana, il rapporto con il tempo e l’abbandono sono il cuore di questa “danza delle tenebre” come dell’universo dell’autore che ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura nel 1969.

In Voyage  costruito su un’estetica butoh altamente individuale, Katsura Kan e Maya Yogel in un viaggio sensualissimo, danzano un lento rituale che sfiora porte invisibili.

 

 

Katsura Kan, nativo di Kyoto  è  coreografo, performer e  maestro Butoh tra le fila della prima generazione giapponese. Si è esibito in prestigiosi teatri internazionali, ma anche in località remote dell’Africa e del Sud Est Asiatico, costantemente impegnato a divulgare la conoscenza e la pratica del Butoh evidenziandone il forte legame con il Teatro Noh, teatro Tradizionale Giapponese.

Nell’ambito del progetto “Change Dance Factory”, il 16,17,18,19 2 20 agosto, il coreografo Katsura Kan condurrà un una masterclass e un butoh workshop.

Giovedì 18 Agosto 2011 – ore 18,30 “Japanese Avant-garde Arts after world War 2 in 1950s~60s as an origin of Butoh” Video”

Conferenza presentata da Katsura KAN

 

 

 

 

Venerdì 12 agosto 2011 ore 21,00 Vincent Mantsoe, il grande danzatore sudafricano, già vincitore del FNB Vita per Coreografo dell’anno e miglior ballerino per la danza contemporanea, regala al Salento una Prima Assoluta

 


 

Terzo appuntamento con la rassegna internazionale PerformDance.

 

Venerdì 12 agosto 2011 sarà la volta di Vincent Mantsoe, il grandioso danzatore sudafricano, già vincitore del FNB Vita per Coreografo dell’anno e miglior ballerino per la danza contemporanea.

Dalla danza zulu, danza tradizionale che il coreografo rielabora per le sue creazioni, creazioni coreografiche africane tra le più apprezzate e studiate nel mondo, nell’ambito della rassegna internazionale  PerformDance, Mantsoe presenterà due solo Ntu  e La Bo_Rona , un workshop e un incontro aperto dove lo stesso coreografo parlerà del suo apprezzato e originale lavoro di ricerca nella danza, del contesto delle danze rituali, del rapporto tra corpo e spirito in danza.

“L’essere umano è un essere umano per l’esistenza delle altre persone” dice un proverbio Setswana. Ntu vuol dire nulla e deriva dalla parola Muntu che vuol dire essere umano nelle lingue Nguni o Bantu. Questa scelta coreografica indica il collegamento di Mantsoe alla sua eredità africana.

Sebbene la composizione di Mantsoe traslittera un impianto coreografico di influenza europea, il coreografo riesce a innestare e trasformare la danza africana.  Il progetto è nato tra la Francia e gli USA,  commissionato e   sotenuto dal NAC Arts centre Ottawa Canada . Con Ntu,  Mantsoe presenterà anche in  Prima Assoluta il solo “La Bo_Rona”  

Mercoledì 10 e giovedì 11 agosto, il coreografo Vincent Mantsoe condurrà un workshop di danza afrocontemporanea.

Lo stile di Vincent è assolutamente unico, nato da un mix di influenze provenienti dagli stili più disparati (dalla danza rituale africana a quella orientale, dalle arti marziali al balletto moderno occidentale). Un ballerino che si distingue per la sua esplosiva creatività, il cui valore è confermato dalla lunga esperienza internazionale e dal curriculum ricco di riconoscimenti e premi. Il workshop rappresenta un’occasione unica per i partecipanti  che potranno avvicinarsi alla danza afro con influenze contemporanee  e per sperimentare nuove forme di contaminazione nella danza.

Esibizioni

Vincent si è esibito in molti luoghi in tutto il mondo, incluse Università e Festival tra cui: House of World Culture (Berlin, Germany) Pina Bausch’s festival (Dusseldorf); Ecole Du Sable (Senegal) Pan African Festival (Rwanda); FNB Dance Umbrella & National Arts Festival (South Africa Johannesburg, Grahamstown); Dance Umbrella (London, UK, Royal Opera House, Queen Elizabeth Hall); Harbourfront Center (Toronto, Canada); National Arts Center (Ottawa, Canada) The HK Cultural Centre LCSD (Hong Kong); Kennedy Centre WD (USA); Walker Art Center (USA, Minneapolis, MN); New Jersey Performing Arts Center (USA Newark, NJ), Bates Dance Festival (USA, Portland, ME), Jacob’s Pillow Dance Festival (USA Lee, MA); Hot Summer festival (Japan Kyoto, Osaka, Kochi, Kyoto Art Center, University of Kyoto and Art complex); Maison De la Danse (France, Lyon); Sidance festival, Seoul Institute of the Arts (South Korea, Seoul) Festival Dialogue de Corps (West Africa Burkina Faso, Ougadougou), Italy (Rome Fespad festival, Turino, Florence) e molti altri.

Martux-m Crew 29 LUGLIO AT 11.30 PM – Manifattura ex Monopoli di Alessano

In Beat-Ween Zone

 

 

Un emozionante live tra techno, jazz e IDM (intelligent dance music) della Martux_m Crew composta da Martux_m, Kocleo & Lanvideosource. I live set In Beat-Ween Zone possono essere riconosciuti anche per la cura raffinata dedicata alla grafica con Lanvideosource. Martux_m e Kocleo saggiamente suonano le loro tracce travolgenti con un sound caldo e sensuale, ispirato alla musica nera. Martux_m Crew ha condiviso il palco con alcuni degli artisti più popolari della club culture internazionale: Trentemoller, Ellen Allien, Apparat, Andy Cato, Carl Craig, The Hacker, Arto Lindsay.

Martux_m Crew nasce nel 2010 come gruppo di lavoro stabile, composto da: Martux_m, Kocleo & Lanvideosource.  Ha il suo studio al Brancaleone, creando una factory molto attiva con tutte le attività creative di questa struttura multifunzionale, conosciuta nel mondo come una delle organizzazioni italiano più innovative dal 1990.

Martux definisce “In Beat-ween Zone” come un tentativo di accettare il fatto che il corpo abbia una intelligenza e-motiva propria. Il suono collegato al corpo produce un paesaggio sonoro complesso, in cui il corpo assorbe il suono nel processo. Martux dice che il problema è agire nel flusso.

Manifattura ex Monopoli

S.S. 275 Santa Maria di Leuca

Alessano (Lecce)

(da Lecce 2° incrocio Lucugnano/Tricase/Alessano)

 

http://www.inbeatweenzone.com/

http://www.martux-m.com/

Marica Zannettino- progetto “Carmen x10″ performance danza 29-07-2011 ore 21,30

Marica Zannettino

ZERO-UNO

Coreografia Marica ZANNETTINO

musica provvisoria Dj Tiesto

interpreti Vincenzo ABASCIA‘ , Marica ZANNETTINO

 

premessa e progetto

Zero-Uno è parte di in un progetto coreografico più ampio per due danzatori, uomo e donna, in cui vengono indagate alcune modalità della relazione tra gli opposti: maschile femminile, verticale orizzontale, fare non fare, chiedere negare, fuggire provocare, trattenere lasciare andare.

La riflessione sul personaggio di Carmen teso verso libertà ed autodeterminazione nutre ed arricchisce questa ricerca coreografica ed il lavoro sull’ interprete.

 

MARICA ZANNETTINO

Consegue i diplomi di 8° anno e di Perfezionamento per insegnanti presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma, laureandosi nel 2007 al biennio di specializzazione indirizzo coreografico.

Per la tecnica di danza classica ha seguito particolarmente i corsi di Z.Prebil, M.Traianova, R.Ciuca, inoltre si è avvicinata a diverse tecniche di danza contemporanea americane ed europee studiando con B.Libonati, C.Coldy, I.Azpillaga, S.Hayman, T.Stoffer, E.Piperno.

Ha lavorato nel tempo con numerose compagnie di danza italiane fra cui, Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini, CMP di Michele Pogliani, Almatanz di Adriana Boriello, Danzaprospettiva di Vittorio Biagi, Danzare la vita di Elsa Piperno in tournée in Italia e all’estero (Biennale di Venezia, RomaEuropa Festival, Festival Internationale Montpellier Danse, TanzFest Berlin, World Music Forum Los Angeles).

Nel 2009 lavora in qualità di assistente alla coreografia con Jacopo Godani per “la Compagnia” dell’Accademia Nazionale di Danza.

Con la Compagnia Excursus ha lavorato nel 1999 e dal 2006.

Creazioni coreografiche

L’interesse per la creazione coreografica ha innescato un percorso di ricerca nel quale destrutturare un ampio bagaglio di linguaggi ed esperienze tecnico artistiche per individuare un concetto del movimento che trovi la sua ragione nella propria personale fisicità e corporeità.

Cerbero 2009: produzione Compagnia Excursus, parte della programma La fabbrica dei sogni

In-contro 2009: rappresentazioni: AND – Portrait d’inspiration, dedicato ai Ballets Russes – 2009

Entro 2008: rappresentazioni: Tournée con United Dance Company in Austria, Germania, Svizzera – 2008

Filamente  2007: rappresentazioni -  AND Finale Concorso “Premio Nazionale delle Arti – Edizione 2006 – 2007”, Tournée con United Dance Comapny, Paris in Austria, Germania, Olanda – 2007; Compagnia Excursus, programma Quadri – 2007-09

 Divertissementno aidia no poesia  2006: rappresentazioni: AND Accademia Nazionale di Danza 2006

Ketty Russo – progetto “Carmen x10″ performance danza 29-07-2011 ore 21,30

Primo studio con Carmen

Ideazione e danza : Ketty RUSSO

Musiche: Maurizio LUCCHETTI

 

Il femminile ed il maschile nella figura di Carmen.

Indagare negli aspetti del femminile presenti nella figura di Carmen (sensualità ed erotismo) ma anche in quelli che più comunemente definiscono quella maschile (determinazione nella scelta, forza) per toccare la possibilità di un’integrazione tra le sfere, in cui il contatto diviene l’occasione per esperire una ricettività attiva che è la condizione della creazione.

Carmen diviene lo spunto per indagare su queste condizioni corporeo-affettive che possono trovare “forma” in stati, configurazioni, dinamiche e ritmi inscritti nel corpo. La ricerca è lasciarli emergere per riuscire in seguito a condensarli in una danza in cui microstrutture predefinite dialogano con momenti di improvvisazione.

Contravvenendo alla regola della storia, Carmen non muore, ma trova nel contatto una possibilità: la condizione di ricettività attiva in cui la forza è determinata dalla possibilità di accogliere e trasformare.

 

 

 

Ketty Russo

La sua formazione tecnica si realizza attraverso lo studio della danza classica e di alcune delle tecniche storiche della danza contemporanea (Graham, Lemon, Cunningham, Nikolais), quella artistico-professionale attraverso la collaborazione con alcuni coreografi della danza contemporanea italiana con le cui produzioni va in scena in molti teatri in Italia e all’estero. Con la compagnia Efesto di Catania diretta da Donatella Capraro e Marcello Paris danza in: Cavalcata – 1986, Renard – 1986, Camelot – 1986; con il coreografo Ian Suttun danza in: Notturni Cantati-Il libro dei Giorni – 1987, Clausura Ermetica – 1987; con la compagnia Altroteatro di Roma diretta da Lucia Latour, nella quale svolge anche il ruolo di assistente alla coreografia, danza in: Frilli Troupe – 1988, On y tombe…on n’y tombe – 1988, Anihccam – 1989, Naturalmente tua – 1992, Marmo Asiatico – 1993, Straballata – 1997, Du vu du non vu – 1998, Sãnsa – 1999, Momentanea – 2000, Physico – 2001. Quest’ultima esperienza per durata ed intensità ha notevolmente inciso nella sua formazione artistica che è stata arricchita dal confronto con la proposta coreografica della Latour incentrata sull’esplorazione delle possibilità teatrali della danza in rapporto ad altri codici.

Dal 1998 si occupa di formazione (nel 2007 consegue presso l’Accademia Nazionale di Danza il diploma accademico di II livello come docente in discipline coreutiche – danza contemporanea -) e conduce corsi e laboratori a Roma ed in altre città italiane, in strutture pubbliche (il I Liceo Artistico di Roma, il Conservatorio Licinio Refice di Frosinone la facoltà DAMS all’Università Roma 3) e private, rivolti a bambini, adolescenti ed adulti. Dal 2003 intraprende una ricerca sia nell’ambito espressivo personale, come danzautrice, che in quello didattico-pedagogico, come formatrice, rivolta a trovare una possibile integrazione tra la dimensione culturale e quella biologica del movimento, così da poter di volta in volta lasciare emergere la “forma” più adeguata alla propria istanza espressiva.

La relazione tra le parti ed il tutto del corpo da percepire attraverso il gioco delle modulazioni tensive; lo spazio interno, lo spazio esterno, la loro relazione; sono i nuclei sui quali si è e si sta articolando tale ricerca la quale è stata stimolata ed è sostenuta dallo studio e dalla pratica dell’Approccio Biotransazionale. Prospettiva filosofica, scientifica e di metodo, questo approccio nasce dalla Teoria dei SCAC (Sistemi Complessi Articolari Chiusi) e dal modello scientifico ad essa connesso, messi a punto dal dottore Giulio Flaminio Brunelli all’inizio degli anni ’60. Secondo questo approccio la dimensione psichica non è separata da quella corporea e il corpo è la manifestazione di un sistema di relazioni strutturanti, che si auto-organizzano seguendo una logica definita. La sintesi formale di questa ricerca espressiva si è concretizzata in un assolo dal titolo Con Solo, i cui due brani Af-filia e In ballo, sono andati in scena nelle rassegne: Ubusettete 2007 (Teatro Furio Camillo, Roma); Teatri di Vetro 2008 (Teatro Palladium, Roma), Che danza vuoi? 2008 (Teatro Greco, Roma). Nel febbraio 2009 unitamente ai due brani è stato presentato il terzo ed ultimo, Assise, presso l’HangarCultLab in Ancona, in occasione della manifestazione Vision Work. Recentemente ha partecipato ad eventi performativi collaborando con il compositore Marcello Filotei ed il sassofonista Andrea Polinelli.

 

Compagnia Atacama – progetto “Carmen x10″ performance danza 29-07-2011 ore 21,30

 

“ROSSO CARM-INIO”

 

 

Ideazione, Coreografia, Regia: Patrizia CAVOLA

in collaborazione con Ivan TRUOL

Con: Patrizia CAVOLA

Musiche: Georges BIZET

Costumi: PATRIZIA CAVOLA

Luci: Danila BLASI- Ivan TRUOL

 

 

Produzione: Atacama -MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento Dello Spettacolo

La Scatola dell’Arte

Rosso Carminio è una performance coreografica a partire dalle suggestioni connesse a Carmen e alla musica dell’opera Carmen di Georges Bizet.

La performance è creata appositamente per il progetto Carmen X 10 2011.

Se penso Carmen visualizzo donna, la forza del femminile, il potere della seduzione, la potenza creativa, la bellezza selvaggia, la natura indomabile, il non sottomettersi al ricatto maschile, la libertà, l’autonomia, l’indipendenza, il femminismo e la pratica del libero amore anni 70.

Se penso Carmen vedo il rosso delle labbra, delle rose e del sangue.

Il delitto… gli omicidi di cui sono vittime le donne, da sempre e fino ad oggi, quotidianamente uccise per ragioni passionali o per aver trasgredito regole culturali, da mariti, fidanzati, padri, fratelli, amanti e vicini di casa.

Se penso a Carmen mi vengono in mente le tabacchine, quelle salentine e quelle cubane, lo sfruttamento in fabbrica e in particolare delle donne in fabbrica ma anche la piccola fiammiferaia, la fatica, il sudore, la povertà.

Mi viene in mente la musica di Bizet e le sue parole  L’amore è un uccello ribelle, l’opera lirica, il canto, Cristina Hoyos e Laura Del Sol in Carmen Story di Carlos Saura.

Se penso a Carmen lo sguardo si fa ironico, grottesco, almodóvariano.

La bellezza diventa quella sfatta di un ritorno a casa dopo un appuntamento andato male. Arriva la visione di una Drag Queen che fuma sigari cubani.

Nell’affrontare Carmen si nasconde una insidia, perché si tratta di un immaginario talmente visitato che viene la voglia di giocare con il cliché.

Carmen è collegata all’eccesso, ai colori accesi, al vento forte.

Mi interessa dare vita a Carmen e al suo contrario, strutturarla e destrutturarla.

Forse partire dal rosso, dal sangue, scolpire un’immagine che abbia il sapore della scena del crimine, di una corrida, di un’icona sacra. Rosso Carm-inio il colore che esprime l’eroismo.

L’intenzione performativa non prevede narrazione né descrizione ma vuole evocare e condurre attraverso il senso del movimento e la forza espressiva del corpo della performer in relazione con la musica.

Atacama

Direzione Artistica

Patrizia Cavola – Iván Truol

 

La compagnia Atacama nasce nel 1997 fondata da Patrizia Cavola, coreografa e danzatrice e da Ivàn Truol, coreografo, danzatore, attore, come risultato di una collaborazione artistica esistente da diversi anni. Nel febbraio del 1999 si costituisce in associazione culturale. Le produzioni di Atacama sono: “Dal Sud”(1997), “Sguardo rubato” (1999), “La Cama” (2001), “Istruzioni per rendersi infelici” (2004), “Caos” (2006), “L’Ambito”(2008). Produzioni presentate in Festival come: “Festival Internazionale Fabbrica Europa”, “Sentieri d’Ascolto”, “Festival Danza Urbana”, “Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo” “Festival Internazionale Nuova Danza”, “Drodesera”, “Che Danza Vuoi?”, “Sentieri d’Ascolto”, “Lavori in Pelle” sezione “Chicche”, “Festival Internazionale delle Arti “Differenti Sensazioni”, “Pozzo degli Angeli – Danza da bruciare”, “FontanonEstate”, “Kilowatt – L’energia del nuovo teatro”, “Teatri di Vetro”, “XIX Maratò de l’Espectacle”, “De Stilte Doorbroken 8 International MimeFestival”. Nel 2007 la compagnia ha ricevuto il Premio “Teatro” Città di Aversa 2007, Premio Speciale Compagnia Vincitrice, con lo spettacolo “Istruzioni per rendersi infelici”. Ha ricevuto inoltre il primo premio al CONCORSO nazionale VIDEOMAKERS FIORIdiTESTA 2007 con il video “La Cama”. Nel 2003 e nel 2004, e nel 2008 Atacama è sostenuta e riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento dello Spettacolo.

Parallelamente i due coreografi svolgono attività di formazione tenendo seminari e laboratori su tutto il territorio nazionale, un laboratorio continuativo presso il Centro Per-formativo Duncan 3.0 e corsi per professionisti presso lo I.A.L.S. di Roma.

 

 

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